The Restoration and the return of the Austrians

1814: sconfitta di Napoleone e ritorno degli austriaci a Milano, dove rimarranno fino al 1859 quando, con la Battaglia di Magenta, terminerà il periodo di dominazione straniera sulla città. Questo periodo, che va sotto il nome di “Restaurazione”, pur caratterizzato da diversi moti insurrezionali, fra cui le famose “Cinque Giornate di Milano”, è anche un’epoca di grande prosperità e sviluppo tecnologico. A Milano e in generale in Lombardia sorgono le prime industrie, sui Navigli viene introdotto il battello a vapore, che collegava la città con Pavia, e la campagna limitrofa, ed era quindi in grado di trasportare un numero elevato di passeggeri (fino a 50 persone), facilitando così gli spostamenti dei lavoratori pendolari. Sono gli anni della grande rivoluzione della rete viaria in città e dei collegamenti ferroviari, si apre la Strada dello Stelvio, la prima linea ferroviaria, la Milano-Venezia, e poi la Milano-Torino. Insomma Milano è nel vortice del progresso e dell’evoluzione, pronta a diventare la Capitale dell’Industria e della Finanza del futuro Regno d’Italia.

Il nostro percorso alla scoperta di questa città in trasformazione parte dall’Arco della Pace, grandioso monumento voluto da Napoleone, ma completato proprio durante la Seconda Dominazione Austriaca, ed inaugurato definitivamente nel 1838. Le formelle e le decorazioni raccontano numerosi episodi legati alla storia milanese a cavallo fra l’epoca napoleonica ed il ritorno degli austriaci. Quale punto migliore dunque per iniziare il nostro itinerario?

Attraversiamo il Parco Sempione e costeggiamo l’Arena, inaugurata nel 1807 come Anfiteatro, ma utilizzata nell’800 come Arena, per feste, spettacoli circensi ed addirittura ascensione in pallone aerostatico.

Arriviamo nella grande spianata quadrangolare usata per rassegne militari, ovvero la Piazza d’Armi. Cosa succede al Castello Sforzesco durante la Restaurazione? Sostanzialmente non subisce particolari trasformazioni e viene usato principalmente come caserma militare, una sonnolenta fortezza, come mostrano alcuni dipinti dell’epoca. Fino a quando, nel 1848, un evento tragico ne sconvolge le sorti: durante le Cinque Giornate di Milano, quando la popolazione insorge contro gli Austriaci, il feldmaresciallo Radetzky, sfrutta l’edificio per bombardare la città e come prigione per i milanesi arrestati. Si consuma così una delle pagine più drammatiche della storia meneghina, durante la quale il castello viene parzialmente danneggiato, le torri abbassate, perdendo in parte il suo aspetto originario.

Usciti ci dirigiamo nel pittoresco quartiere di Brera, attraversando strette viuzze acciottolate e costeggiando le cosiddette “Case da ringhiera”, con meravigliosi cortili e balconi fioriti, raggiungiamo la Chiesa di San Marco. Proprio qui si trovava il cosiddetto “Tombone di San Marco”, un porticciolo usato per il carico e lo scarico delle merci. Scopriremo insieme da cosa deriva questo nome e quale importante collegamento ci fosse con la città di Venezia.

Proseguendo il nostro itinerario lungo quello che un tempo era il canale che circondava la città, arriveremo ai Giardini Pubblici di Porta Venezia, dove racconteremo degli svaghi e degli ozi dei milanesi tra la fine del ‘700 e la prima metà dell’800; attraversandoli ci troveremo davanti alla “Villa Reale di Milano”. Costruita da Leonardo Pollack, miglior allievo di Giuseppe Piermarini, alla fine del ‘700, diviene residenza di Napoleone e della sua famiglia durante i saltuari soggiorni milanesi, e successivamente residenza stabile di Eugenio di Beauharnais, figlio adottivo di Napoleone. Con il ritorno degli austriaci viene abitata dal feldmaresciallo Radetzky che proprio qui nel 1849 stipula la Pace di Milano, decretando la resa della città all’Austria.

 

  • Durata 3 ore
  • Punti di interesse Arch of Piece, Arena, Castle Sforzesco, Royal Villa